Comiso, attività estrattiva abusiva

I Carabinieri sequestrano un'area di quasi 30.000 mq


18 Novembre 2020

Nella giornata di venerdì scorso, in Contrada Canicarao - Donna Dolce di Comiso, i Carabinieri della Compagnia di Vittoria hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di oltre 28.600 mq di terreni comunali e privati, emesso il 4 novembre scorso dall’Ufficio GIP del Tribunale di Ragusa nei confronti di due imprenditori rispettivamente una 53enne, amministratore delegato di una delle società attive nel settore e un 32enne, amministratore delegato di un'altra società, entrambi originari del luogo

- ritenuti responsabili dei reati di omessa comunicazione di inizio attività estrattiva mineraria alle autorità competenti e attività di gestione rifiuti non autorizzata.

Il provvedimento di sequestro scaturisce da un’approfondita attività investigativa svolta da personale della Stazione Carabinieri di Comiso, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Ragusa, iniziata il 25 maggio u.s., allorquando una pattuglia dell’Arma, durante un servizio di perlustrazione del territorio, ha notato un’estesa area di escavazione, situata in contrada Canicarao – Donna dolce.

Insospettiti dalle modalità di estrazione in atto, per diversi giorni i Carabinieri hanno svolto servizi di osservazione del sito, effettuando parallelamente le dovute verifiche documentali. Al termine degli accertamenti, i Carabinieri della Stazione hanno effettuato un controllo all’interno del cantiere, a seguito del quale è emerso che l’attività estrattiva era condotta in maniera abusiva in quanto priva di qualsiasi autorizzazione in materia. 

Il cantiere abusivo, infatti, si sviluppava su un'area pianeggiante, di oltre 3.500mq, di proprietà del comune di Comiso ricadenti nell’area P.I.P. zona artigianale, sulla quale era stata realizzata una vera e propria cava per l'estrazione di materiale lapideo. In quel sito, secondo gli investigatori, sarebbero stati prelevati, senza alcuna autorizzazione, almeno 10.000 metri cubi di materiale litoide, verosimilmente finiti all'interno di uno dei recinti degli impianti di lavorazione di calcestruzzo esistenti a Comiso. 

Il materiale lapideo asportato, veniva sostituito, successivamente, con rifiuti di diversa provenienza. Dopo aver sequestrato la citata area e denunciato all’Autorità Giudiziaria di Ragusa, in concorso tra loro, tre persone, e sequestrato diversi mezzi e macchine operatrici tra i quali un camion, un escavatore cingolato munito di benna e una pala gommata, sono scattate ulteriori indagini Carabinieri della Compagnia di Vittoria.

Durante le successive e approfondite indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Santo Fornasier, anche attraverso sopralluoghi effettuati da personale dell’Arpa di Ragusa e del Distretto Minerario, è emerso che anche su altri lotti di terreni, di proprietà privata o comunale, per un totale di oltre 28.600 mq, gli indagati, in concorso tra loro, avevano: 

-esercitato attività estrattiva di materiali lapidei con l'utilizzo di mezzi meccanici e operai della propria ditta, in difetto delle previste autorizzazioni e senza aver nominato il direttore responsabile dei lavori;

-smaltito rifiuti speciali su terreni non impermeabilizzati, mediante versamento di materiale di provenienza diversa da quello di origine.

 

 

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