“Non è possibile. Ancora una volta San Giacomo è in piena emergenza idrica. Aziende zootecniche e residenti inviperiti e il sindaco Cassì risulta, ancora una volta, completamente assente. In più, la beffa di una sola autobotte, nel cortile della scuola, come se l'acqua fosse una gentile concessione e non un diritto per una frazione al collasso, senza alcuna colpa”.

Antonio Tringali, consigliere comunale m5S Ragusa, raccoglie, ancora una volta, l'ennesima, il grido di dolore dei residenti e dei titolari delle aziende della zona.

“Una situazione di degrado che, da quando, qualche settimana fa, l'avevamo denunciata con forza, non ha visto l'Amministrazione comunale effettuare il benché minimo intervento. In particolare, avevamo sollecitato un vertice con il consorzio di bonifica per capire in che termini intervenire per fornire, h24, l'acqua in tutte le aree della frazione. Ovviamente, ed è una costante di questa Amministrazione, tutto è rimasto lettera morta. 

Ed ora, da ieri, dopo qualche giorno di erogazione, è tutto di nuovo bloccato. Non si contano le persone che ci hanno contattato per lanciare un allarme assolutamente vitale, per tutti i residenti, e per chiedere al Comune un intervento immediato. 

Per questo mi rivolgo nuovamente al sindaco: si svegli, incontri il consorzio di bonifica, trovi soluzioni immediate e durature, e risolva un problema francamente intollerabile. 

E non cerchi la scusa della siccità o dell'assenza di risorse idriche, perché il problema, glielo ribadiamo, non è questo. 

I cittadini sono davvero al limite, e sono pronti a forme di protesta eclatanti che comprendiamo. 

Non si può ricevere come risposta un silenzio tombale e come beffa aggiuntiva la presenza di una sola autobotte per pochi litri a famiglia. San Giacomo non può essere abbandonata. 

Perciò, sindaco Cassì: convochi subito un vertice con il consorzio di bonifica: le soluzioni ci sono e sono semplici da attuare. Perfino per un’Amministrazione comunale totalmente inefficiente, in questo e in altri settori, come quella che, purtroppo, ci ritroviamo. La misura è colma”.