“A Ragusa si torna a scuola perché il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, decide di non decidere, e nonostante siano in città quasi 2300 le persone attualmente contagiate dal Covid, sceglie di non prendere misure che, ad avviso di molti, sarebbero necessarie per ridurre il rischio di contagio che è sotto gli occhi di tutti considerato che, ancora ad aule vuote, già molti studenti, circa il 15% secondo alcuni calcoli, ha comunicato alla propria scuola di avere il Covid o di essere in quarantena”. 

E’ quanto rileva il consigliere comunale Giovanni Gurrieri che torna sulla necessità di essere più attenti e solerti rispetto alla situazione sanitaria attuale a Ragusa. 

Gurrieri evidenzia che, al contrario di altri sindaci siciliani che al termine della riunione dell’Anci (associazione dei Comuni) hanno deciso di prendere posizione e con proprie ordinanze, di assumersi le proprie responsabilità ed impedire il ritorno a scuola, a Ragusa il sindaco si accoda a capo basso a quanto indicato in mattinata dalla Regione con un indirizzo generale e senza valutare caso per caso.

“Una valutazione che spetta proprio ad un sindaco che amministra diligentemente la sua comunità – sottolinea Gurrieri – L’Anci ha deciso a maggioranza che ogni Comune sotto la propria responsabilità e secondo il quadro epidemiologico locale adotti ordinanza di chiusura fino a domenica. 

Proprio Cassì sa bene che l’articolo 50 del Tuel, che ha citato qualche giorno fa, attribuisce ai sindaci il potere di emettere ordinanze cosiddette contingibili ed urgenti, per fronteggiare con misure eccezionali “emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale”. 

Avere 2300 contagi attuali cosa gli sembra essere al sindaco di Ragusa, se non appunto un’emergenza sanitaria in corso nella città che amministra? 

Ed invece solo alle 19,30 di questo mercoledì pomeriggio, il primo cittadino sui social ha fatto sapere ai ragusani che i loro figli, una decina di ore dopo, dovranno questo giovedì mattina tornare in classe. 

Cosa che non accadrà agli studenti di Catania, solo per citare un caso a noi vicino, o agli studenti di Caltagirone, per citare ancora un altro esempio vicino, o agli studenti di tanti altri Comuni siciliani dove i propri sindaci hanno emesso ordinanze perché si sono resi conto che aprire le scuole, con i dati in crescita come quelli che si hanno in questi giorni, sarebbe un boomerang e metterebbe potenzialmente a repentaglio la salute anche degli studenti, dei docenti e delle loro famiglie. 

Non a caso la Consulta Provinciale Studentesca di Ragusa ha annunciato per questo giovedì uno sciopero generale degli studenti. Se aver raggiunto questo risultato piace al sindaco Cassì, buon per lui e per la sua Amministrazione. 

Certo, qualche giorno fa sui social criticava i sindaci vicini, quello di Modica, quello di Ispica, che, a detta di Cassì, si erano fatti prendere da degli inopportuni “mal di pancia” momentanei e avevano emesso ordinanze per impedire il ritorno a scuola dopo le feste natalizie. 

Ed anzi si compiaceva di aver aspettato un’indicazione della Regione, poi coincidente con quanto avevano fatto già i sindaci che in qualche modo contestava. Adesso, dopo la riunione dell’Anci, sono numerosi i sindaci siciliani che, come è scritto nel documento finale, “considerata l'esigenza di pericolo per la mancanza di dati certi e per l'aggravarsi della situazione epidemiologica”, hanno espresso l'orientamento di ricorrere al potere di ordinanza di chiusura chiudendo tutti gli istituti di ogni ordine e grado fino a domenica 16 gennaio. 

Sindaco Cassì, anche il resto dei sindaci siciliani è affetto da “mal di pancia” da curare o a Ragusa non valgono queste motivazioni? 

Cosa è cambiato da tre giorni fa, quando lei stesso evidenziava varie criticità? E lei, che chiude ogni giorno qualche ufficio comunale a causa dei contagi, in una città con 2300 contagi attuali, non ne ha “mal di pancia”? Per decidere di non decidere, per scegliere di non prendere una posizione quantomeno precauzionale, insomma per stare così tranquillo e non avere “mal di pancia”, che medicina usa? Il lexotan?”.