Concluse ieri le celebrazioni in onore di Maria Santissima Bambina. Ultimo atto, tra l’altro, delle feste religiose estive che per tutta la stagione hanno animato, anche se con le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria, il centro montano.

Ieri, sebbene non ci sia stata la tradizionale processione con il simulacro, quest’ultimo è rimasto sistemato nell’altare maggiore della chiesa di San Giovanni dove si è svolta la solenne celebrazione eucaristica serale in luogo di piazza Rimembranza.

Una giornata piena, quella di ieri, che aveva già preso il via di buon mattino con il suono festoso delle campane e lo sparo di bombe, poi la santa messa e alle 9 il giro del corpo bandistico Città di Monterosso Almo per le vie del paese con annessa questua.

A metà mattinata, sempre nella chiesa di San Giovanni, la solenne celebrazione eucaristica presieduta da don Salvatore Giaquinta caratterizzata dalla supplica alla beata Vergine del santo Rosario di Pompei di cui ieri cadeva la memoria liturgica.

Poi, la messa vespertina presieduta dal parroco, il sacerdote Giuseppe Antoci. Nella sua omelia, quest’ultimo ha puntato i riflettori sulla natura antropologica dell’uomo secondo la concezione cristiana, con riferimento al fatto che lo stesso non è fatto per stare da solo, non basta a se stesso.

“L’essere umano – ha chiarito padre Antoci – è fatto per la relazione. Basti pensare che dall’uomo è stata creata la donna, secondo quanto ci dice la Bibbia. In realtà, sono state create metà diverse ma complementari, con l’incontro tra queste due realtà umane che genera una sorta di meraviglia. D’altro canto, neppure il nostro Dio è solo: è Padre, Figlio e Spirito santo. Una persona ma in tre realtà”. La festa si è conclusa in serata.

“Rispettata la tradizione – affermano Gianluca Manenti, presidente provinciale Confcommercio Ragusa, e Lorena Camillieri, presidente sezionale Confcommercio Monterosso che hanno sostenuto l’aspetto mediatico legato alle celebrazioni in questione – e, nonostante le restrizioni da Covid, numerosi i fedeli che hanno partecipato ai riti tenutisi ieri. Significa che c’è un radicato senso di appartenenza alla comunità, una volontà di rimanere ancorati alla tradizione che merita di essere valorizzato”.