Che bella festa, che momenti gioiosi e, soprattutto, evocativi. Sì, perché il primo obiettivo, pienamente concretizzato, era quello di far rivivere, anche se solo per un giorno, l’atmosfera del Medioevo. 

E così il MeMu Fest di Giarratana, tornato alla carica dopo gli anni della pandemia, ha centrato il bersaglio con gli oltre quattromila presenti che, sabato scorso, hanno animato la V edizione nella suggestiva cornice del Parco dei Settimo. 

Prima, però, il corteo storico che, nel corso del pomeriggio, si è snodato per le vie principali della cittadina iblea. Dame e cavalieri in costume, tamburi sonanti, sbandieratori, menestrelli e, ancora, uomini d’arme: insomma, tutto quanto era necessario per richiamare i visitatori nella parte più alta di Giarratana. 

Qui, poi, hanno preso il via i momenti più significativi del festival con le esibizioni dei musici e degli sbandieratori di Agro Priolese, con lo spettacolo di falconeria del gruppo Nocte Tempore, con la rievocazione storica del gruppo Milites Trinacriae e, ancora, con lo spettacolo di giocoleria infuocata della Compagnia del gufo. 

Quindi, l’esibizione dei “padroni di casa”, i Tamburi di Giarratana, organizzatori del MeMu Fest, a cui ha fatto seguito lo spettacolo di musica celtico-medievale curato dai Tir Na Nog. 

In mezzo la possibilità di visitare gli stand per scoprire quali erano le armi dell’Età di mezzo o per capire quali le bevande di quel tempo o, ancora, per degustare un prelibato panino. Insomma, nulla è stato lasciato al caso e le risposte sono arrivate se è vero, come è vero, che sino alle prime ore del mattino si è andati avanti a festeggiare. 

“Per tutti noi – dicono gli organizzatori della kermesse medievale – è stata una vera e propria scommessa perché ci siamo rimessi in gioco dopo un lungo periodo di pausa che, come tutti sappiamo, non è stato dipendente dalla nostra volontà. 

Siamo ripartiti con rinnovato entusiasmo e i risultati sono stati che tutta Giarratana è stata invasa da visitatori così come è accaduto nelle nostre migliori precedenti edizioni.

Ringraziamo chi ci ha sostenuto, in particolare il Comune e la Federazione storica siciliana. E ci prepariamo già per la VI edizione che, ne siamo certi, sarà ancora più memorabile di quella che ha chiuso i battenti appena qualche giorno fa”.