L’ORDINANZA SINDACALE DEL COMUNE DI RAGUSA CHE VIETA LA VENDITA DI GADGET MAFIOSI, L’ASSOCIAZIONE 97100. “NELL’APRILE SCORSO UN WEBINAR SPECIFICO, E’ SERVITA ANCHE LA NOSTRA ATTIVITA’ DI SENSIBILIZZAZIONE SUL TEMA”

“Era l’inizio di aprile di quest’anno quando abbiamo tenuto una videoconferenza, con la partecipazione di esponenti della società civile e del mondo dell’associazionismo sindacale e datoriale, avente per tema l’argomento “No alle mafie come brand nel mondo”. Ora apprendiamo che il Comune di Ragusa ha adottato un’ordinanza sindacale per vietare la vendita di gadget mafiosi. Bene, significa che l’attività di sensibilizzazione è servita a qualcosa”.

Così l’associazione Novantasettecento Codice Avviamento Progetto che ringrazia il consigliere comunale Mario D’Asta per avere lanciato la proposta facendola, poi, diventare una iniziativa consiliare che ha trovato sponda tra tutte le forze politiche presenti in aula.

“Una proposta – sottolineano ancora dall’associazione – che ha avuto anche un’eco nazionale proprio finalizzata a bloccare questo fenomeno che si richiama alla vendita di simboli inneggianti alla cultura mafiosa.

Durante il webinar erano emersi alcuni interessanti aspetti tra cui il fatto che centrale resta il tema culturale e che sono parecchi gli strumenti che si possono utilizzare per stigmatizzare la diffusione di questi simboli. Serve riprendere le ragioni della lotta alle mafie su più fronti in quanto la Sicilia è e deve essere sempre di più quella dell’antimafia e non della mafia, non possiamo permetterci che la nostra terra sia disprezzata in questo modo.

Bene ha fatto, dunque, il Comune di Ragusa a dare un seguito concreto a quello che sta diventando un importante movimento d’opinione”.

Ad animare l’incontro erano state le parti sociali: intanto con Cgil, Cisl e Uil rappresentate ai massimi livelli territoriali (il segretario generale di Ragusa per la Cgil Peppe Scifo; la segretaria generale dell’Ust Cisl Rg Sr Vera Carasi; il commissario di Ragusa-Siracusa-Gela per la Uil Luisella Lionti).

Poi c’erano stati gli interventi di: Antonella Di Bartolo, istituto Sperone Pertini di Brancaccio a Palermo; Vittorio Costantini, Usip nazionale; Giorgio Stracquadanio, responsabile Centro studi Cna Ragusa; Massimo Giudice, direttore provinciale Confesercenti Ragusa; Leonardo Licitra, presidente Sicindustria Ragusa; Gianluca Manenti, presidente regionale Confcommercio Sicilia; Giusy Badalamenti, fondazione Antonino Caponnetto, componente dell’ufficio di presidenza; Angelo Raniolo, segretario provinciale Confartigianato.


ORDINANZA SINDACALE A RAGUSA PER EVITARE LA VENDITA DI GADGET MAFIOSI NEGLI ESERCIZI COMMERCIALI, D’ASTA: “L’OBIETTIVO CHE CI SIAMO POSTI E’ DI FERMARE QUESTO FENOMENO CHE PER QUANTO SIMBOLICO AVEVA ASSUNTO UNA SUA RILEVANZA”

“Ce l’abbiamo fatta. Non è stato un percorso semplice. Ma è un primo passo significativo per stigmatizzare i simboli della mafia”. E’ il consigliere comunale Mario D’Asta ad esprimere la propria soddisfazione dopo che la Giunta municipale di Ragusa ha adottato un’ordinanza sindacale tesa ad evitare la vendita di questi gadget negli esercizi commerciali presenti sul territorio cittadino. 

“Alcuni casi recenti dimostrano come per le mafie – afferma D’Asta – i simboli siano importanti per affermare il proprio potere e ostentare la propria esistenza. Per questo era importante dare un segnale. Ricordo che ho lanciato inizialmente la proposta nel febbraio scorso. 

Poi, grazie ad un webinar svoltosi nel mese di aprile e organizzato dall’associazione Novantasettecento Codice avviamento progetto, la stessa si è rafforzata con la partecipazione all’appuntamento di autorevoli personaggi della società civile e impegnati nella lotta alla mafia. 

Sino a quando, qualche settimana dopo, non si è arrivati all’iniziativa consiliare che mi ha visto primo proponente. La risposta del civico consesso alla mia proposta è stata importante considerato che tutte le forze politiche presenti in aula hanno detto sì. Da qui, si è arrivati alla pubblicazione, ufficializzata ieri, dell’ordinanza sindacale. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di arrestare questo fenomeno che, per quanto simbolico, assume una rilevanza considerevole”.

In alcuni esercizi commerciali cittadini che solitamente accolgono il flusso vacanziero era “normale”, in passato, trovare in esposizione t-shirt, statuette e gadget d’ogni genere che richiamano simboli e atteggiamenti mafiosi. Ora, non sarà più possibile. 

“La prossima sfida – continua D’Asta – sarà quella di estendere questa proposta sui livelli sovracomunali, in altre realtà, per alzare l’asticella di un impegno a contrasto delle mafie, anche solo simbolicamente. Ringrazio, dunque, l’Amministrazione comunale, anche se solo un piccolo appunto vorrei fare.
 
Sappiamo che l'ordinanza sindacale è uno strumento per definizione del sindaco ma siamo altresì certi che nelle comunicazioni ufficiali, da parte di palazzo dell’Aquila, ci sia stata una svista (in assoluta buona fede), non tanto per non aver citato il proponente dell'iniziativa (non mi interessa "mettere il cappello"), ma tanto più per non avere citato la bontà della iniziativa nata in Consiglio comunale, l'assise democratica, per eccellenza, di ogni città”.