Quando la devozione non conosce confini. E si ha, così, l’opportunità di mettere in rilievo l’affetto di una intera comunità. 

Tutto ciò anche se, pure stavolta, così come già accaduto nel 2021, non è stata possibile la partecipazione dei fedeli in gran numero, in ossequio al decreto vescovile del 13 giugno 2020 che dispone le limitazioni legate all’emergenza pandemica attualmente in corso.

Ieri sera, la traslazione del simulacro di Sant’Antonio abate dalla sua cappella all’altare maggiore è stata dunque effettuata a porte chiuse, alla presenza, oltre che dei sacerdoti, solo dei componenti del comitato dei festeggiamenti. E’ stato, comunque, un momento particolare, che ha consentito di mettere in luce l’affetto che la comunità di Giarratana continua a nutrire nei confronti di uno dei santi venerati nella Perla degli Iblei. 

Pure quest’anno, ovviamente, non ci sarà la tradizionale processione per le vie cittadine. Non mancheranno, però, i momenti di esaltazione della religiosità dei fedeli. E così, dopo l’apertura delle celebrazioni nella giornata di ieri, si proseguirà giovedì 13 gennaio con l’inizio del triduo in onore al santo che sarà predicato dal sacerdote Nicola Iudica, parroco della parrocchia San Francesco d’Assisi di Ragusa. 

In particolare, ci sarà, alle 17,30, la recita del Santo Rosario animato dalla San Vincenzo (misteri luminosi). Inoltre, a seguire, alle 18, ci sarà la celebrazione eucaristica a cui seguirà la benedizione del pane. 

Venerdì 14, seconda giornata del triduo, si prosegue con la recita del Rosario alle 17,15 che, in questo caso, sarà animato dalle catechiste (misteri dolorosi) mentre alle 18 è in programma la celebrazione eucaristica. 

L’apertura dei tradizionali festeggiamenti, ieri sera, con il suono a festa delle campane delle chiese cittadine e con lo sparo di colpi a cannone. In programma in questi giorni, tra l’altro, un’azione di pulizia straordinaria tutt’attorno alla chiesa curata dall’impresa ecologica Busso Sebastiano che gestisce il servizio di igiene ambientale a Giarratana. 

La chiesa di sant’Antonio abate fu rasa al suolo in seguito al disastroso sisma del gennaio 1693 di cui proprio martedì 11 ricorre la commemorazione del 329esimo anniversario. L’opera di ricostruzione fu avviata nei primissimi anni del XVIII secolo nella parte più alta dell’abitato. Il tempio, già nel 1748, era stato ricostruito e adibito al culto.