Torrente Moncille', sversamento petrolio

Ragusa, potenziale contaminazione. Interrogazione M5S

article image L'area del torrente Moncillè, interessata dallo sversamento del greggio


11 Giugno 2019

In merito allo sversamento di idrocarburi nel torrente Moncillè, con potenziale contaminazione relativa al sito dell’area pozzo Ragusa 16, il Libero Consorzio Comunale di Ragusa e in particolare il settore ‘Ambiente e Geologia’, nella qualità di organo di controllo, ha attivato tutta una serie di azioni, di concerto con gli altri enti preposti.

Ripercorrendo le tappe della vicenda, al momento questa è la situazione.

La società EniMed ha comunicato lo scorso 27 aprile un evento inquinante nel torrente Moncillè nei pressi del sito “area pozzo Ragusa 16”, consistente in uno sversamento di idrocarburi (greggio). Sono stati attivati immediatamente gli interventi di messa in sicurezza del sito da parte della Società, nonché tutte le procedure di controllo e di monitoraggio da parte degli Enti Pubblici interessati, anche attraverso sopralluoghi effettuati dall’Arpa, dal Corpo Forestale e dal Libero Consorzio Comunale. A tal proposito, la Prefettura di Ragusa ha già tenuto, il 15 maggio scorso, una specifica riunione di servizio tra tutti gli attori interessati al fine di determinare congiuntamente le opportune azioni di intervento. 

Le operazioni di messa in sicurezza dalla contaminazione, localizzata sul versante destro del torrente in prossimità dell’alveo ed in corrispondenza dell’area pozzo Ragusa 16, hanno interessato l’asta torrentizia prevalentemente a valle del pozzo Ragusa 16.

Le operazioni di messa in sicurezza sono sinteticamente consistite nella creazione di bacini di contenimento delle acque del torrente a monte dell’area interessata dallo sversamento, con successivo by-pass delle acque non contaminate a valle dell’area, in cui si è verificato lo spill (sversamento), nonché dal recupero del prodotto idrocarburico surnatante mediante attrezzature specifiche quali autoespurgo, panne oleoassorbenti e skimmer. 

Lo sversamento di idrocarburi viene contenuto entro l’alveo del torrente Moncillè. 

"A tutt’oggi - spiega il Libero Consorzio di Ragusa - la Società non ha ancora fornito una chiara documentazione circa le cause e l’origine di tale inquinamento, pertanto, continua l’attività di controllo degli Organi deputati”.

Nel frattempo, il parlamentare regionale M5S, Stefania Campo, ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione e agli assessori regionali per l’Energia e per i Servizi di pubblica utilità e per il Territorio e l’Ambiente, per chiedere chiarimenti.
 
“Ho chiesto nell’interrogazione di fare immediata chiarezza sulla vicenda e individuare le conseguenze anche potenziali sull’ambiente. Bisogna intervenire celermente per risolvere il problema e probabilmente elevare il livello di soglia dei controlli da effettuare in quel sito e nelle altre aree di estrazione della zona, anche concedendo a Enimed le eventuali autorizzazioni ambientali, di competenza regionale, necessarie per rafforzare la sicurezza degli impianti. L’auspicio è quello che questa tipologia di attività produttive vengano maggiormente monitorate da parte degli enti pubblici e che, nel prossimo futuro, si riescano a gestire tali risorse naturali in maniera più lungimirante”.
 

 

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