Fiadel, ricorso al Tar sul bando rifiuti

A Vittoria. Interviene anche Idea Liberale


09 Giugno 2019

“Un bando di gara non condiviso con le parti sindacali, e che potrebbe causare, se non verrà sospeso, la perdita di molti posti di lavoro”.

Così il segretario provinciale della Fiadel, Giorgio Iabichella, sottolinea le motivazioni che hanno spinto il sindacato, insieme a 74 lavoratori del servizio, a presentare ricorso al Tar di Catania contro il bando settennale di igiene urbana della città di Vittoria. 

“Ad oggi - spiega Iabichella - lavorano nel servizio di raccolta dei rifiuti a Vittoria, 125 dipendenti a tempo indeterminato, e altri 22 stagionali, in forza all’azienda che gestisce il servizio, ovvero la Tech Servizi di Floridia. Innanzitutto - prosegue il segretario Fiadel - nel bando è prevista una clausola che prevede la possibilità, per il Comune di Vittoria, “di pretendere l’allontanamento del personale dell’impresa incapace o inadempiente ai propri doveri di sicurezza o che non rispetti norme, procedure, regolamenti, ordini aziendali” . Dato che si tratta di dipendenti di ditte private, seppur operanti per il Comune, questi non può esercitare alcuna influenza su un rapporto di lavoro di tipo privatistico che si instaura esclusivamente tra la ditta affidataria del servizio ed il lavoratore. Non comprendiamo, infatti, come possa applicarsi ai dipendenti di un’azienda privata una normativa riguardante, esclusivamente, i dipendenti pubblici". 

"Un’altra clausola inaccettabile, - prosegue Iabichella - pur comprendendo che il Comune di Vittoria è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, è quella nella parte in cui si prevede l’obbligo per l’azienda aggiudicataria del servizio di non assumere “alle proprie dipendenze, a qualunque titolo, per tutta la durata dell’appalto, soggetti imputati e/o condannati, anche in via non definitiva, dei/per delitti che riguardano le associazioni a delinquere di tipo mafioso e lo scambio elettorale politico mafioso”.

"Infine, un’altra clausola, -conclude il rappresentante sindacale - secondo noi davvero assurda e inaccettabile, è quella in cui, a Vittoria, si derogherebbe alla normativa riguardante le assunzioni a tempo determinato (Decreto Dignità e Ccnl). Infatti il bando obbligherebbe l’azienda affidataria, pena la risoluzione del contratto di appalto, a non effettuare nuove assunzioni con contratti a tempo indeterminato, ma di utilizzare solo forme di assunzioni a tempo determinato, con l’assoluto divieto di trasformarli a tempo indeterminato".
 
"Quindi - conclude Iabichella - il nuovo bando di gara legittima ed impone la precarietà del lavoro, aumentando il rischio di effettuare scambi politici elettorali (atteso che ogni 2 anni i lavoratori a tempo determinato dovrebbero, secondo la normativa che regola tali tipologie di rapporti di lavoro, essere sostituiti con altri). Ecco perche’ abbiamo deciso  di chiedere la sospensiva al Tar di Catania, del nuovo bando di gara che, ribadiamo, non è stato condiviso con le organizzazioni sindacali (come invece si fa nella maggior parte dei comuni italiani), oltre a incrementare il precariato, potrebbe causare la perdita di molti posti di lavoro nell’immediato e nel corso dei sette anni, anche solo per discrezionalità di un futuro amministratore”.

Sullo stesso argomento, interviene anche Idea Liberale. 

“La scelta di un sindacato e di 74 operai della Tech di presentare ricorso al Tar avverso il contenuto del bando sulla gara di durata settennale del servizio di igiene ambientale pubblicato dalla commissione straordinaria, mette in rilievo un dato politico non da poco. E cioè come sia mancata la concertazione sindacale che avrebbe potuto evitare tale contrapposizione che rischia, speriamo di no, di bloccare le procedure e di far perdere altro tempo rispetto alla necessità di potenziare un servizio che dovrebbe garantire delle risposte efficaci all’intera cittadinanza”. 

“Non sappiamo, al momento – sottolineano gli esponenti di Idea Liberale – come andrà a finire. Ma una cosa certa possiamo dirla. E cioè che il metodo è stato sbagliato. Perché la commissione straordinaria, ancorché non si tratti di un organo politico, non ha avvertito l’esigenza di confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori del settore igiene ambientale, che avrebbero potuto fornire dei consigli specifici sulla preparazione del bando? Sarebbe stata opportuna, magari, un’attenzione supplementare che, in questo caso, avrebbe evitato il ricorso al Tar. Una scelta di opportunità, in senso lato, che avrebbe favorito la possibilità di delineare una strada unica e di procedere verso la direzione auspicata in maniera condivisa. Ma questo non è accaduto e, adesso, occorre fare i conti con il ricorso presentato che potrebbe determinare l’ulteriore prolungamento dei tempi. Naturalmente auspichiamo che tutto possa risolversi nella maniera migliore e che, in futuro, si segua la strada della concordia".

 

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